L'itinerario di oggi tocca due luoghi simbolo del Medioevo, la cattedrale pisana e quella parigina: ciascuna incarna nella sua struttura ed evidenzia nei suoi ornati lo spirito di un'epoca e di un luogo, nonché' l'evolversi dell'architettura dal sistema romanico (a Pisa) a quello gotico {a. Parigi).
I due complessi sembrano oggi nati così come li vediamo; la loro immagine si è fissata nella memoria visiva di noi tutti da far parte, per così dire, del nostro paesaggio inferiore.
Ma come sono nate e cresciute in realtà queste opere? sono sempre rimaste così?... è quello che cerchia'no di scoprire oggi. 1064i la- flotta pisana ha conquistato e saccheggiato Palermo (allora in mano agli Arabi) e la città vuole dimostrare la raggiunta supremazia marittima erigendo una cattedrale tale da superare in magnificenza ogni altra. Maestro Buscheto dirige il cantiere e -nette a punto il progetto assimilando esperienze e capacità creative presenti fra le maestranze (toscane, lombarde, orientali, arabe e dando vita ad un organismo di stupefacente originalità e armonia.
Una grandiosa pianta basilicale a cinque navate che incrociano un ampio transetto a tre navate; la nave centrale è di un'elevatezza insolita, ripartite in tre zone: in basso un possente colonnato, sovrasta to dalle trifore del matroneo e quindi, in alto, dalla parete aperta in ampie finestre a vetri colorati; in origine la spazialità continua va nella copertura a capriate, sostituite (dopo l'incendio del 1595) dal soffitto a cassettoni che ora incombe sulla navata. La crociera è il cuore luminoso dell'organismo: introdotta da un altissimo arco ogivale, è sormontata da una cupola ellittica (primo esempio di una glo= riosa tradizione tutta italiana), creando una soluzione spaziale che non ha eguali per arditezza tecnica e qualità estetica. La. facciata, composta nei primi decenni del sec. XII da Rainaldo, coi tré portali, la serie di gallerie sovrastanti, l'equilibrata e raffinata decorazione scultorea e musiva,, è il capolavoro del genere di tutto il periodo romanico; allo stesso architetto si deve, forse, il progetto per la torre campanaria e il battistero (eseguiti poi da Gherardo Gherardi e Diotisalvi); lo spazio venne poi completato con il semplice recinto del ' camposanto . I lavori si protrassero fin oltre il '200 (il che spiega la compassa di elementi decorativi gotici).
L'originale arredo interno (dipinti, altari, mosaici, sculture..) è andato in gran parte distrutto o disperso o modificato: resta il 'Pantocratore' nell'abside e, soprattutto, il pergamo di G* Pisano (smontato nel '600, in parte disperso e rimontato nel 1929), capolavoro sommo della scultura gotica; Altrettanto prezioso è il pergamo del battistero, opera di Nicola Pisano, padre di Giovanni.
A rendere impareggiabile il complesso pisano è poi la qualità ambientale: gli edifici, posati sul tappeto verdissimo d'erba, creano essi stessi la 'piazza', che non è, come di solito, un vuota circondato da costruzioni, ma un pieno che da' forma allo spazio intorno.
La tradizione vuole che gli edifici riproducano la disposizione delle stelle dell'Ariete (simbolo della rinascita primaverile): bisogna convenire che questo prato verde fiorito di candidi edifici ha molto del fascino primaverile.
Un secolo dopo Pisa, nel 1163, la città di Parigi decideva l'erezione della nuova cattedrale dedicata a 'Notre Dame', ubica-ta sull'isola 'de la cité' sede dell'antica Lutetia, Parisiorum. Qualche anno prima Suger, abate di Saint Denis, aveva promosso la riedificazione dell'abazia fissando criteri innovativi: uso dell'arco ogivale e di robusti Pilastri per dare maggior slancio verticale, svuotamento delle pareti per aumentare 1'illuminazione: l'abate voleva dare alla. chiesa una particolare forza di suggestione che inducesse chi vi entrava ad elevarsi verso la luce della verità divina. Era la nascita di un nuovo sistema costruttivo (che molto tempo dopo sarà chiamato 'gotico'), fa le da rispondere ad un preciso programma devozionale; quest'intenzione religiosa, allo stesso tempo, stimolò l'inventiva e le capacità artigianali delle maestranze che fecero a gara per creare edifici sempre più audaci e grandiosi: Moire Dame è uno degli esempi più significativi.» ..Presenta tre navate, di cui la centrale molto elevata, con volte a crociera e campate rettangolari: questo aumenta il ritmo delle membrature dando un'impressione di maggior profondità; in altezza la nave centrale è tripartita: in basso gli archi ogivali, poi il 'triforio', cioè una galleria di trifore che sostituisce il matroneo, in alto il 'claristorio', una sequenza di ampie finestre' policrome; il transetto è appena accennato ed è posto poco oltre la metà dell'edificio: il coro risulta perciò molto profondo, fasciato dal deambulatorio e reso quasi diafano dalle ampie finestre absidali. Verticalità e luce 'divina' creano così l'atmosfera dell'interno. L'esterno si presenta con un'imponente facciata occidentale, equilibrata nei suoi elementi verticali e orizzontali, con due torri (rissaste incompiute) e un ricco corredo di sculture, soprattutto nei tre portali, con raffigurazioni adatte a introdurre il fedele nello spirito di illuminazione e ascesa verso le verità divine tipico dell'interno. Altre due facciate furono aggiunte alle testate nord e sud del transetto, mentre i fianchi presentano un ritmo serrato di contrafforti e archi, rampanti che evidenziano l'ossatura di sostegno di tutto l'edificio; quasi non esiste muratura in quanto sostituita da finestre e rosoni.
Anche Notre Dame è il risultato di lavori secolari: ampliata già nel '200, ebbe aggiunte e rifacimenti fino a metà .''300 Nel '7QO il re Luigi XV decise che l'interno venisse modernizzato secondo il gusto dell'epoca; fu intonacato, molte vetrate tolte e sostituite da vetri bianchi; decorato con motivi rococò. Durante la rivoluzione, poi, andranno distrutte molte sculture in facciata e disperse molte opere che decoravano l'interno. Se vediamo il 'monumento ancora in buono stato è grazie ai restauri ottocenteschi sotto la guida di Viollet-le-Duc.
Il fascino e la profonda bellezza di opere come il complesso pisano e la cattedrale parigina risiedono proprio in questa loro caratteristica: di essere pezzi di storia, di presentare sul loro corpo, potremmo dire, le cicatrici del tempo e conservare tuttavia la bellezza del progetto originario che le ha generate.