Ipertensione

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SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

L'ipertensione arteriosa è un aumento a carattere stabile della pressione arteriosa nella circolazione sistemica.

E’ una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati.

Colpisce infatti circa il 20% della popolazione adulta e rappresenta uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni.

In Italia più di 10 milioni di persone soffrono di ipertensione e circa la metà di queste ignora di avere la pressione alta.

Molte volte infatti chi è iperteso scopre di esserlo durante una visita medica di controllo, ignorando la presenza della malattia per diversi anni.

Tra coloro che sanno di essere ipertesi solo il 25 % riesce a tenere la malattia sotto controllo e a riportare la propria pressione nella norma.

Una persona è ipertesa, o ha la pressione alta, quando:

-     la pressione arteriosa minima (ipertensione diastolica) supera "costantemente" il valore di 90 mm/Hg

-     la pressione massima (ipertensione sistolica) supera "costantemente" il valore di 140 mm/Hg

1.      La sistole è il periodo di contrazione del cuore

2.      La diastole è il periodo di rilassamento del muscolo cardiaco

Nascita:           70/40 mmHg

Crescita:          si assesta a 120/80 mmHg intorno                   ai 18 anni

Il 70-80% dei bambini che sono ipertesi, lo sono in modo “secondario” (problemi ormonali, renali, cardiaci…)

Se il valore di pressione, pur rimanendo nella norma, è leggermente più alto del normale, il bambino ha una maggiore probabilità di diventare un adulto iperteso.

L'imputato principale è in questo caso il sovrappeso, quasi sempre dovuto al pericoloso binomio tra alimentazione scorretta e mancanza di attività fisica .

Un tempo si pensava che l'ipertensione fosse una malattia legata all'invecchiamento:

            NON ERA VERO !!!

Solo un leggero aumento è normale.

I medici distinguono due tipi di ipertensione arteriosa:

-     una detta "essenziale“

-     un’altra denominata "secondaria"

Ipertensione essenziale: tale termine viene utilizzato per indicare un tipo particolare di ipertensione di cui non si conoscono ancora a fondo le cause.

Tra i possibili fattori alla base della patologia i più importanti sono la familiarità (influenza genetica), le abitudini alimentari, il sovrappeso, la sedentarietà, eventuali squilibri ormonali, stress.

L'ipertensione essenziale rappresenta la forma di ipertensione più diffusa in età adulta e anziana (circa il 95% dei casi).

Ipertensione secondaria: rientrano in tale definizione tutte quelle forme di ipertensione secondarie a patologie ben definite, come le malattie renali o cardiache. E' poco diffusa e rappresenta soltanto il 5 per cento dei casi.

Normalmente agli esordi l'ipertensione è del tutto asintomatica, non provoca cioè nessun disturbo al paziente che ne soffre.

Per questa ragione, spesso ci si accorge occasionalmente di essere ipertesi, magari durante una visita medica di routine quando il problema esiste ormai da diversi mesi.

L’IPERTENSIONE

E’ chiamata “ASSASSINO SILEZIOSO”

Fortunatamente le conseguenze dell'ipertensione non sono immediate ma insorgono dopo qualche anno dalla sua comparsa e sono, ovviamente, correlate all'entità dell'eccesso pressorio.

Si stima che i danni sul sistema cardiocircolatorio si possano manifestare all’incirca dopo dieci anni,

mentre quelli relativi al danno cerebrale, una complicanza molto più pericolosa, insorgono generalmente dopo 20 anni dall’inizio della patologia.

POSSIBILI SINTOMI in caso di crisi ipertensivi (rari comunque)

-     mal di testa improvviso (pulsante e interessante il capo globalmente)

-     sensazione di testa pesante

-     ronzii alle orecchie

-     vertigini

-     sudorazione fredda

COMPLICANZE:

•Danno al cuore (ispessimento pareti cardiache che può portare a scompenso o infarto)

•Apparato circolatorio ( danno ai vasi, anche con emorragie, condizione amplificata dalla presenza di placche)

•Danni ai reni (fino alla insuff. renale)

•Danni al cervello

§         semplice riduzione si sangue che porta a problemi di concentrazione, memoria

§         Ictus

§         Danni alla retina con diminuzione della vista

 CURE:

•Farmacolgico

•Dieta / stile di vita

 Perdere il peso corporeo in eccesso

(un calo del peso tra i 5 e i 7 Kg può ridurre la pressione arteriosa mediamente di circa 10 - 20 mmHg)

Stile di vita attivo

Attività fisica (riduce lo stress che è una delle cause della IA)

Non fumare

Ridurre alcol

SODIO

Sodio: chimicamente Na

Da non confondersi col sale da cucina: Na-Cl

Il sodio è il principale minerali presente nei dei liquidi extracellulari.

DIETA:

•ridurre l’apporto di sodio nella dieta a non più di 6 g di cloruro di sodio permette di ridurre la pressione di 2-8 mmHg.

Riduzioni maggiori di NaCl permettono di migliorar maggiormente il quadro generale.

Ridurre gradualmente l’apporto di sodio nella dieta (ingannando le papille gustative).

Insaporire i cibi in modo differente: spezie, limone, aceto, aceto balsamico, aglio, cipolla…..

 Eliminare i cibi molto ricchi di sodio: insaccati, formaggi stagionati.

Utilizzare acque povere di sodio

Adottare comunque una dieta sana che permette di ridurre l’insorgere di altre malattie che combinate all’ipertensione potrebbero avere conseguenze devastanti.

Limitare perciò grassi saturi e prediligere quelli insaturi.

Limitare alcol, fumo, droghe.

Attività fisica.