Il diabete

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IL DIABETE MELLITO

Il Diabete Mellito  o DM  comprende  un gruppo di disturbi metabolici  accomunati dal fatto di presentare  una persistente instabilità del livello  glicemico del sangue, passando da  condizioni di iperglicemia, più  frequente, a condizioni di  ipoglicemia.

In greco antico la parola diabainein   significa letteralmente "sifone  attraverso il quale passa l'acqua" in  riferimento a quello che è il sintomo  più appariscente: l'eccessiva produzione di urina .

Nel Medioevo la parola fu  "latinizzata" in diabètés .

Non tutti sanno che esistono 2 diversi  tipi di diabete: MELLITO ed  INSIPIDO.

Tali malattie sono accomunate dal  solo fatto di presentare abbondanti  quantità di urine, non presentando  infatti cause, né altri sintomi,  comuni.

Perché “MELLITO”?

La parola MELLITO (dal latino mel :  miele, dolce) è stato aggiunto per il  fatto che il sangue e le urine dei  pazienti diabetici avevano un sapore  dolce,

Sebbene il DM sia stato scoperto in  tempi antichi, e trattamenti di varia  efficacia siano stati messi in atto sin  dal Medioevo, la sua reale  patogenesi è rimasta completamente  oscura fino al XX secolo.

Il DM costituisce una delle più frequenti cause di morte nel mondo occidentale, secondo l'OMS almeno 171 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di DM. La prevalenza di DM a livello globale è aumentata in maniera preoccupante negli ultimi vent'anni e si stima che questo trend non subirà modificazioni nel prossimo futuro.

La percentuale di popolazione mondiale affetta viene stimata intorno al 5% (con una lieve maggiore prevalenza nel sesso femminile) .

In Italia la percentuale di individui  affetti da tale patologia è  mediamente del 3% (nelle fasce di  età inferiori ai 35 anni è dello 0,5%,  al di sopra dei 65 supera il 10%).

In un soggetto sano la sua glicemia  deve essere compresa tra 70 – 110  mg/dl.

Se il valore è troppo alto o basso il  corpo metterà in funzione una serie  di meccanismi atti a far tornare il  valore nell’intervallo corretto.

IL GLUCOSIO

Il glucosio rappresenta la più  importante fonte di energia per le  cellule del nostro organismo. Alcune  cellule (come quelle del cervello e i  globuli rossi) usano solo glucosio  per vivere, a differenza di altre che  possono usare altre sostanze (ac.  grassi….).

Oltre ad essere utilizzato immediatamente, viene anche immagazzinato in riserve chiamate glicogeno. Il glicogeno è presente nei muscoli e nel FEGATO.

Il glicogeno EPATICO è la riserva di glucosio per l’organismo (a parte i muscoli che hanno la loro riserva di glicogeno) ed è quantificabile in circa 80g.

Il glucosio dal sangue (nel quale viene  disciolto dopo il processo di  digestione degli alimenti) deve  essere trasportato all'interno delle  cellule per essere utilizzato e  immagazzinato.

IL PANCREAS

Il pancreas  è una voluminosa  ghiandola annessa all‘apparato  digerente. La sua principale  funzione è quella di produrre succo  pancreatico, insulina e glucagone .

L’INSULINA

E’ il principale ormone che regola  l’ingresso del glucosio dal sangue  nelle cellule. L’insulina  ABBASSA LA GLICEMIA

Quando, dopo un pasto, il valori della  glicemia sale, il pancreas secerne  insulina. L’insulina abbassa la  glicemia perché “sposta” il glucosio  dal sangue alle cellule.

IL GLUCAGONE

E’ l’ormone antagonista all’insulina.  Quando (lontano dai pasti) la  glicemia scende, il glucagone fa  rilasciare il glucosio dalle cellule  che lo immagazzinano (il fegato) al  sangue.

Inoltre, poiché c’è poco glucosio,  stimola l’uso dei grassi a scopo  energetico.

IL DIABETE MELLITO

Ne esistono di 2 tipi:

×              TIPO I

×              TIPO II

IL DIABETE MELLITO TIPO 1

Nel diabete di tipo 1 (un tempo conosciuto come diabete insulino-dipendente o diabete giovanile) il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule beta del pancreas che producono l'insulina. Il pancreas riesce a produrre solo piccole quantità di insulina o addirittura non ne produce affatto. Il paziente ha perciò bisogno di ricevere, attraverso iniezioni quotidiane, l'insulina che gli serve per poter sopravvivere.

Il diabete di tipo 1 si sviluppa più frequentemente nei bambini e nei giovani adulti, ma la malattia può presentarsi a tutte le età. Circa il 10% delle persone affette da diabete ha un diabete di tipo 1.

I sintomi di questo tipo di diabete si manifestano in un breve arco di tempo, anche se la distruzione della cellula beta può essere iniziata molto tempo prima

I sintomi comprendono sete intensa e  aumentata produzione di urina,  fame, perdita di peso, visione  offuscata e stanchezza profonda. Se  il diabete non viene diagnosticato e  trattato con insulina, la persona  affetta può andare incontro a coma e  a morte.

IL DIABETE MELLITO TIPO 2

E’ la forma più frequente (90% circa) di diabete (un tempo conosciuto come diabete mellito non insulino-dipendente).

In Italia si stima che circa il 5,5-6% della popolazione soffra di diabete di tipo 2 ma solo la metà dei casi viene diagnosticata. Questa forma di diabete normalmente si sviluppa negli adulti al di sopra dei 40 anni ed è più frequente oltre i 55 anni.

Circa l'80% delle persone con diabete di tipo 2 è in sovrappeso.

Nel diabete di tipo 2, il pancreas generalmente produce l'insulina ma, per diverse ragioni, le cellule non riescono ad utilizzarla in modo efficiente. Si parla di RESISTENZA INSULINICA

Il risultato finale è lo stesso di quello del diabete di tipo 1 vale a dire un aumento del glucosio nel sangue al di sopra dei valori normali e l'incapacità dell'organismo di utilizzare in modo efficiente la sua principale fonte di energia. 

I sintomi del diabete di tipo 2 si sviluppano gradualmente e non sono così evidenti come nel diabete di tipo 1. Sono costituiti principalmente da sensazione di stanchezza o malessere, frequente bisogno di urinare (soprattutto di notte), sete inusuale, perdita di peso, visione offuscata, infezioni frequenti e lenta guarigione delle ferite. 

ALTRI TIPI DI DIABETE

Il diabete gestazionale è una forma di diabete che si sviluppa o viene scoperto durante la gravidanza (colpisce il 2-5% delle gravidanze). Generalmente scompare al termine della gravidanza, ma le donne che hanno avuto un diabete gestazionale hanno una maggiore probabilità di sviluppare un diabete di tipo 2 in età più avanzata.

Diabete Mellito secondario ad altre patologie (malattie endocrine, indotto da farmaci, infezioni…)

IL DIABETE MELLITO

La diagnosi può essere stabilita sulla base di uno dei seguenti tre parametri:

sintomi di diabete più una glicemia a caso superiore a 200 mg/dl;

glicemia a digiuno superiore o uguale a 126 mg/dl;

glicemia a 2 ore durante il test di tolleranza al glucosio somministrato per via orale superiore a 200 mg/dl

Diagnosi di ridotta tolleranza al glucosio:

×              glicemia a digiuno minore di 126  mg/dl;

×              glicemia a 2 ore durante il test di  tolleranza compresa tra 140 mg/dl e  200 mg/dl

SINTOMI DIABETE MELLITO TIPO 1

Consistente aumento della quantità di urine prodotta nelle 24 ore)

Aumento della sete e Aumento dell'appetito e dell'assunzione di alimenti

Calo ponderale (perdita di peso)

Agli esami di laboratorio:

×              iperglicemia a digiuno e soprattutto dopo i pasti

×              glicosuria (glucosio nelle urine)

Tali sintomi insorgono rapidamente ed il paziente spesso necessita di un ricovero ospedaliero per evitare l'insorgenza di complicanze pericolose per la vita conseguenti allo scompenso metabolico (chetoacidosi diabetica).

SINTOMI DIABETE MELLITO TIPO 2

Il Diabete di tipo 2  viene spesso  diagnosticato casualmente nel corso  di esami di laboratorio. La malattia  si instaura lentamente ed occorre  molto tempo prima che sia manifesta  iperglicemia e glicosuria.

Spesso si fa diagnosi quando è  presente una complicanza diabetica.

COMPLICANZE

La complicanza più pericolosa per i  pazienti affetti da DB tipo 1 è la  chetoacidosi metabolica, ovvero un  aumento di corpi chetonici nel  sangue dovuto a carenza di insulina  ed eccesso di glicagone. Si presenta  con dolori addominali, nausea,  vomito, anoressia e può arrivare a  coma chetoacidoso con conseguente  morte.

COMPLICANZE A LUNGO TERMINE

Aterosclerosi, cioè un ispessimento ed indurimento della parete arteriosa caratterizzato dalla deposizione di lipidi. Per questo motivo i diabetici sono a rischio per coronaropatie, disturbi ischemici cerebrali, insufficienza arteriosa degli arti.

Retinopatia diabetica, alterazione dei capillari a carico della retina

Nefropatia diabetica, alterazione dei capillari a carico dei reni.

Neuropatia diabetica, sofferenza del sistema nervoso periferico che si manifesta con crampi e disturbi della sensibilità, ma può colpire anche il sistema nervoso vegetativo con disturbi diffusi ai vari organi interessati.

Ulcera diabetica , comparsa di ulcere  agli arti inferiori.

Aumentata suscettibilità alle infezioni , ad esempio cistiti, vaginiti  ecc.

Nei pazienti affetti da Diabete di tipo  2 sembra esserci una associazione  tra resistenza all'insulina,  iperinsulinemia (elevati livelli di  insulina in circolo), obesità,  ipercolesterolemia, ipertensione  arteriosa, aterosclerosi: tale  affezione viene chiamata sindrome metabolica .

LA TERAPIA

Il diabete di tipo 1 necessita di terapia insulinica per tutta la vita.

Lo schema terapeutico più vantaggioso prevede tre iniezioni (preferibilmente nel tessuto sottocutaneo dell'addome) di insulina regolare da somministrare prima dei pasti, cui è utile associare prima di cena o prima di coricarsi un'insulina ad azione intermedia per coprire il fabbisogno notturno

Inoltre è necessario seguire la dieta  prescritta dal centro diabetologico.  La dieta è parte integrante della  terapia poiché la dose di insulina è  calcolata (anche) sulla dieta  prescritta al paziente e viceversa.

Il diabete di tipo 2 viene trattato con la dieta e con antidiabetici orali.

In rari casi necessitano di trattamento insulinico (se hanno controindicazioni all'uso degli antidiabetici orali, se è esaurita la riserva di insulina prodotta dal pancreas, in condizioni particolari quali ad esempio l'insorgenza di malattie con importante rialzo glicemico).

L‘ obiettivo è la prevenzione delle complicanze diabetiche .

Le complicanze croniche spesso si manifestano 10 - 15 anni circa dopo l'esordio del diabete. Numerosi studi hanno dimostrato che un rigido controllo glicemico, riduce l'incidenza delle complicanze diabetiche.

LA DIETA

Le raccomandazioni dietetiche per un paziente diabetico sono:

Kcal: devono essere tali da permettere il mantenimento/raggiungimento del peso corporeo ideale

Proteine: 1g/kg (0.8g/kg in presenza di nefropatia diabetica)

Grassi: 2-3 porzioni alla settimana di pesce ricco in ω6

Colesterolo: <300mg/giorno

Grassi saturi<10% o <8% se presente LDL elevato

Carboidrati: 45-60%

Tra essi scegliere alimenti a mino impatto sulla glicemia, quindi carboidrati complessi (meglio se integrali)

Meglio la pasta del riso e il pane delle patate al forno

Se il paziente ha un ottimo controllo glicemico possono essere permessi degli zuccheri semplici (al massimo 50g al giorno). In caso contrario vanno evitati

Fibra: 40g/giorno

Sale: < 6g/giorno

Alcol: se non ci sono complicanze sono permessi 20g negli uomini e 10g nelle donne.  Se il paziente è in terapia insulinica consumarlo al pasto con carboidrati.